Cristo e Satana,
Disegno di Sascha Schneider (1870-1927), nome completo Rudolph Karl Alexander Schneider,
Disegnato nel 1895
Matita su carta,
emesso come incisione

 

Cristo e Satana,
Disegno di Sascha Schneider (1870-1927), nome completo Rudolph Karl Alexander Schneider,
Disegnato nel 1895
Matita su carta,
emesso come incisione

 

Vangelo del 17 febbraio 2022

Stai dietro di me, Satana!

Marco 8:27-33

Gesù e i suoi discepoli partirono per i villaggi intorno a Cesarea di Filippo. Lungo la strada pose ai suoi discepoli questa domanda: "Chi dice la gente che io sia?" Ed essi gli risposero. Giovanni Battista", dissero, "altri Elia; altri ancora uno dei profeti". Ma tu", chiese, "chi dici che io sia?" Pietro si alzò e gli disse: "Tu sei il Cristo". E diede loro l'ordine tassativo di non parlare di lui a nessuno.

E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo era destinato a soffrire molto, a essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, a essere messo a morte e, dopo tre giorni, a risorgere; e disse tutto questo apertamente. Allora Pietro, prendendolo in disparte, cominciò a rimproverarlo. Ma, voltatosi e vedendo i suoi discepoli, rimproverò Pietro e gli disse:Stai dietro di me, Satana! Perché il tuo modo di pensare non è quello di Dio, ma quello dell'uomo".

Riflessione sul disegno

Il nostro artista, Sascha Schneider, è nato a San Pietroburgo e si è trasferito a Dresda alla fine del 1880, dove ha sviluppato il suo stile simbolista. Vediamo Cristo crocifisso ma trionfante, che ricaccia Satana all'inferno. Le due figure hanno pose simili: Cristo crocifisso ma che ascende al cielo circondato da nuvole; Satana con le braccia tese che cade all'indietro nell'abisso. 

La lettura del Vangelo di oggi segue immediatamente quella di ieri, in cui Gesù ha aperto gli occhi al cieco. Oggi tocca ai discepoli aprire i loro occhi spirituali. Egli preannuncia ciò che gli accadrà. Come raffigurato nel nostro disegno, sarà crocifisso e risorgerà il terzo giorno. È la frase "Vattene da me, Satana!" che ha un tono duro. Gesù rimproverò Pietro perché era troppo concentrato sulle cose degli uomini, invece di pensare in termini di Dio. Il rimprovero aveva lo scopo di far uscire Pietro dal suo modo di pensare. 

All'epoca fu un severo rimprovero per Pietro. Ma è vero, se perdiamo di vista l'amore e i piani di Dio per noi, allora inconsapevolmente possiamo diventare portavoce del maligno. La nostra attenzione rimarrebbe allora sulle cose terrene, come la carriera, i beni, le ambizioni... invece di metterle tutte al servizio di Dio. Gesù rimproverò fortemente Pietro per riportarlo sulla retta via. Le nostre opere d'arte di oggi potrebbero avere un impatto simile per renderci visivamente consapevoli del male ma, allo stesso tempo, sapendo come Gesù lo ha sconfitto con il suo sacrificio per noi sulla croce. 

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