San Giovanni Battista in prigione visitato da due discepoli,
Dipinto da Giovanni di Paolo (1403-1482),
Tempera su pannello
Dipinto nel 1455
© Istituto d'Arte di Chicago

San Giovanni Battista in prigione visitato da due discepoli,
Dipinto da Giovanni di Paolo (1403-1482),
Tempera su pannello
Dipinto nel 1455
© Istituto d'Arte di Chicago

Vangelo del 15 dicembre 2019

Giovanni Battista, nella sua prigione, aveva sentito ciò che Cristo stava facendo.

Matteo 11:2-11

Giovanni, nella sua prigione, aveva sentito ciò che Cristo stava facendo e mandò i suoi discepoli a chiedergliSei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare qualcun altro?". Gesù rispose: "Tornate indietro e raccontate a Giovanni ciò che avete udito e visto: i ciechi vedono di nuovo, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano e la Buona Novella è annunciata ai poveri; e felice è l'uomo che non perde la fede in me".

Mentre i messaggeri se ne andavano, Gesù cominciò a parlare alla gente di Giovanni: "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna che ondeggia nella brezza? No? Allora cosa siete andati a vedere? Un uomo che indossa belle vesti? Oh no, coloro che indossano belle vesti si trovano nei palazzi. Allora perché sei uscito? Per vedere un profeta? Sì, ve lo dico io, e molto più di un profeta: è colui di cui la Scrittura dice:

'Guarda, sto per mandare il mio messaggero prima di te;

Egli preparerà la vostra strada davanti a voi.

Vi dico solennemente che tra tutti i bambini nati da donna non si è mai visto uno più grande di Giovanni Battista; eppure il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui".

Riflessione sulla pittura

Nella lettura del Vangelo di oggi sentiamo che Giovanni Battista è curioso del ministero di Gesù. Giovanni, nella sua prigione, aveva sentito ciò che Cristo stava facendo e mandò i suoi discepoli a chiedergli alcune domande. Avremmo potuto pensare che Giovanni conoscesse già tutte le risposte, ma no, anche lui, proprio come tutti noi, ha delle domande da porre a Cristo. È un passaggio che può darci conforto: Giovanni Battista, l'uomo potente, austero e umile che godeva di una così alta stima tra gli ebrei, aveva ancora i suoi momenti di domande e di oscurità. Soprattutto quando era imprigionato nelle prigioni di Erode, deve essersi chiesto: è qui che dovrei essere? Mi sono sbagliato su Gesù? Ma non si limita a rimanere in sospeso, anzi, prende l'iniziativa e manda dei messaggeri a Gesù. Quindi, invece di rimuginare senza sosta sulle domande, agisce con fermezza e determinazione e manda i suoi amici a cercare le risposte direttamente da Gesù.

E cosa fa Gesù? Ebbene, Gesù non rimanda rassicurazioni; chiede semplicemente ai messaggeri di aprire gli occhi e di vedere le prove della vita di Gesù e di tutti i miracoli che ha fatto. Sarebbe stato più facile per Gesù rassicurare Giovanni in un modo molto scontato, ma non facendolo, chiede addirittura a Giovanni di continuare ad approfondire la sua fede e di scavare sempre più a fondo nel mistero della sua stessa fede.

Non possiamo favorire il nostro pensiero, né fidarci della nostra mente. Siamo chiamati a cercare di entrare nella mente di Gesù e a pensare da lì: in Lui, attraverso Lui e con Lui.

Giovanni di Paolo è stato un pittore italiano, attivo principalmente a Siena. Oltre a diventare un pittore di grande abilità, fu anche un prolifico illustratore di manoscritti, compresi i testi di Dante. Il suo "marchio di fabbrica", per così dire, è costituito dalle forme leggermente allungate delle sue figure e dall'uso di colori freddi e duri, inseriti in ambienti insoliti, quasi surreali.

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