Elia nel deserto,
Dipinto da Sir Frederic Leighton (1830-1896),
Dipinto nel 1877-1878,
Olio su tela
© Walker Art Gallery, Liverpool

Elia nel deserto,
Dipinto da Sir Frederic Leighton (1830-1896),
Dipinto nel 1877-1878,
Olio su tela
© Walker Art Gallery, Liverpool

Vangelo dell'11 dicembre 2021

Io vi dico che Elia è già venuto

Matteo 17:10-13

Scendendo dal monte, i discepoli rivolsero a Gesù questa domanda: "Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?" "È vero", rispose, "Elia deve venire per vedere che tutto sia di nuovo come deve essere; però...",Io vi dico che Elia è già venuto ed essi non lo riconobbero, ma lo trattarono a loro piacimento; e il Figlio dell'uomo soffrirà altrettanto per mano loro". I discepoli capirono allora che stava parlando di Giovanni Battista.

Riflessione sulla pittura

Il nostro dipinto è di Sir Frederic Leighton. All'inizio della sua carriera, all'età di 25 anni, uno dei suoi quadri, esposto alla Royal Academy di Londra, fu acquistato dalla regina Vittoria. Questo fatto diede impulso alla sua carriera. Nel 1878, anno in cui fu dipinto il nostro quadro, Leighton fu eletto presidente della Royal Academy di Londra e nello stesso anno fu nominato cavaliere. Nella nostra tela vediamo il profeta Elia in fuga dalla sua grande nemica, la regina Gezabele, che ha giurato di farlo uccidere. Qui vediamo Elia che, dopo essersi addormentato nel deserto, chiede la morte. L'angelo, tuttavia, gli porta pane e acqua, posandoli delicatamente sulla roccia.

La storia di Elia e Gezabele è un soggetto molto amato dagli artisti, in quanto offre molte possibilità drammatiche in termini di composizione. La nostra versione di Leighton è particolarmente suggestiva. Il contrasto tra il corpo fortemente muscoloso di Elia e la figura tenera, snella ed eretta dell'angelo è potente. I colori sobri conferiscono all'intero dipinto un tocco di serenità e pace. La composizione è una potente rappresentazione di un momento di svolta nella vita di Elia.

Quando leggiamo il breve brano evangelico di oggi, dobbiamo ricordare che segue immediatamente il racconto della Trasfigurazione di Gesù, durante la quale i discepoli hanno visto Mosè ed Elia accanto a Gesù trasfigurato sul monte. Così, mentre i discepoli scendono dalla montagna con Gesù, gli pongono delle domande. Quando Gesù pronuncia le parole di oggi, San Giovanni Battista è già stato giustiziato. Gesù dice ai discepoli che anche lui condividerà la stessa sorte e sarà ucciso. Ma guardando questa lettura del Vangelo nel contesto dell'Avvento, ci viene ricordato che il piccolo bambino nato nella stalla sarà crocifisso. Il legno della mangiatoia preannuncia il legno della croce. La lettura di oggi è una verifica della realtà: mentre viviamo in attesa del Natale, non dobbiamo mai perdere di vista la ragione ultima per cui Gesù è venuto in questo mondo: dare la sua vita per noi.

Come Elia e San Giovanni Battista hanno aperto la strada alla venuta del Messia, così il Natale preannuncia già il sacrificio di Gesù. Forse è per questo che la figura di Elia nel nostro dipinto è quasi già modellata come una pietà...

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